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Napoli Teatro Festival - INTERNAZIONALI

Dall' 8 giugno al 10 luglio 2019                                 (AS)  

 

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Intero euro 8 / Ridotto under 30 e over 65 euro 5 / Teatro Ragazzi e Letteratura euro 5 / Prove aperte Laboratori euro 3 

Gratuito diversamente abili con un accompagnatore e pensionati titolari di assegno sociale. Gratuito per tutti dove indicato nella programma e sul sito napoliteatrofestival.it (ingresso fino a esaurimento posti e previo ritiro del titolo di accesso presso i luoghi di spettacolo, a partire da due ore prima).

Promozione Insieme a Teatro (NON ATTTIVA ONLINE) Due biglietti al prezzo di uno per i possessori delle carte dei partner che aderiscono all'iniziativa (elenco sul sito napoliteatrofestival.it)

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Sabato 8 e Domenica 9 giugno - (Posto Numerato) Teatro Politeama di Napoli

ZINC (Zn)

di Eimuntas Nekrosius
composizione Algirdas Martinaitis
scenografia Marius Nekrosius
costumi Nadezda Gultiajeva
disegno luci Audrius Jankauskas
suono Arvydas Duksta
aiuto regia Tauras Cizas

Lo spettacolo sarà preceduto il 7 giugno ore 20.30 dalla proiezione del documentario Eimuntas Nekrosius: Pushing the Horizon Furtherpresso il Teatro Politeama. Il lungometraggio è il ritratto della personalità umana del leggendario regista lituano ed è basato sulle prove dello spettacolo Boris Godunov da Alexander Pushkin, performance diretta da Nekrosius nel 2015 al Lithuanian National Drama Theatre, presentata come se si trattasse di un' intervista con l'artista nel suo ruolo di direttore artistico del Teatro Olimpico di Vicenza (Italia, 2013). L'evento è gratuito fino a esaurimento posti. 

Zinc (zn) ha debuttato a Vilnius allo State Youth Teatras nel novembre del 2017, il teatro dove 26 anni prima il grande regista lituano Eimuntas Nekrosius, scomparso recentemente, aveva dato avvio alla sua carriera. Il lavoro, ispirato ai romanzi premio Nobel per la letteratura nel 2015, Svetlana Aleksievi?, traccia la storia degli ultimi decenni del '900 attraverso il racconto della guerra che l'URSS ha combattuto in Afghanistan e l'esplosione dei reattori a ?ernobyl'. Nekrosius offre ancora una volta uno sguardo del presente attraverso il passato, cercando di fotografare un'epoca: protagonista dello spettacolo è la stessa scrittrice (interpretata da Aldona Bendori?t?), che si muove attraverso il tempo e lo spazio scrivendo un diario di viaggio. Le casse di zinco, che trasportano le vittime dall' Afghanistan alle loro case, segnano la fine di un'era. L'elemento chimico necessario per la vita umana, diventa così simbolo della morte durante la guerra. L'inizio e la fine convergono nel simbolo Zn.
Zinc (zn) è uno degli ultimi spettacoli realizzati da Nekrosius in Lituania.

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Sabato 15 e Domenica 16 giugno - (Posto Numerato) Teatro Mercadante di Napoli

EINS ZWEI DREI

Ideazioneregiacoreografia e costumiMartin Zimmermann
co-creato e interpretato da Tarek Halaby, Dimitri Jourde, Romeu Runa, Colin Vallon
musiche Colin Vallon
drammaturgia Sabine Geistlich
scenografia Martin Zimmermann, Simeon Meier
sviluppo e coordinazione tecnica Ingo Groher
suono Andy Neresheimer
luci Jérôme Bueche

In questo spettacolo - spiega il regista - affronto, attraverso tre personaggi, temi forti come l' autorità, la sottomissione e la libertà, sia dell' infanzia che della follia. Inserisco questo trio e le sue tensioni all' interno di un mondo asettico, sottomesso a strette convenzioni e precisi codici sociali. Un museo è infatti una istituzione pubblica che tutti conosciamo, ma è anche la quintessenza dell' eleganza, del buon gusto, dell' ordine e della memoria collettiva che una società ha creato.

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Sabato 20 e Domenica 21 giugno - (Posto Unico) Galleria Tolede di Napoli

CRONACHE DI UNA CITTÀ SENZA NOME

testo Wael Kadour
regia Mohamad Al Rashi e Wael Kadour
con Mohamad Al Rashi, Ramzi Choukair, Hanane El Dirani, Amal Omran, Mouiad Roumieh, Tamara Saade
suono Vincent Commaret
musica Vincent Commaret e Clément Queysanne
luci Franck Besson
scenografia Jean-Christophe Lanquetin
amministrazione Estelle Renavant

Cronache di una città senza nome si basa su una storia vera, avvenuta a Damasco all' inizio della rivoluzione: il suicidio di una giovane donna in una notte d'estate del 2011.

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Venerdì 21 e Sabato 22 giugno - (Posto Unico) Sala Assoli di Napoli

SOUS UN CIEL BAS

testo e direzione Wael Ali
con Sharif Andoura, Nanda Mohammad
scenografia e costumi Bissane Al Charif
drammaturgia e traduzione Chrystèle Khodr
luci e direzione tecnica Camille Mauplot
video Ghazi Frini
musica Yazan Charif, Akkad Nizam Edine
direttore di scena Basile Pflug

Sous un ciel bas (Sotto un cielo basso) è uno spettacolo di teatro documentario che si sviluppa in un'andata e un ritorno tra due percorsi, tra due viaggi.

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Martedì 25 e Mercoledì 26 giugno - (Posto Unico) Sala Assoli di Napoli

FINIR EN BEAUTÉ

testo e ideazione Mohamed El Khatib
ambiente visivo Fred Hocké
ambiente sonoro Nicolas Jorio

Spettacolo programmato in collaborazione con La Francia in Scena. La Francia in Scena, stagione artistica dell' Institut français Italia, è realizzata su iniziativa dell' Ambasciata di Francia in Italia, con il sostegno dell' Institut français e della Fondazione Nuovi Mecenati.

Dopo gli studi di teatro e sociologia, l'artista francese di origini marocchine El Khatib fonda nel 2006 il collettivo Zarlib, luogo di incontro di performer, danzatori, cineasti, musicisti di formazione e orizzonti diversi.
Lo spettacolo Finir en beauté arriva a Napoli, dopo la rivelazione al Festival di Avignone 2015. In questo lavoro, prendendo spunto da interviste, email, sms, documenti amministrativi e altre fonti "reali", Mohamed El Khatib (ri)costruisce, solo in scena, il racconto di un lutto, la morte della madre.

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Venerdì 28 giugno - (Posto Numerato) Teatro Trianon di Napoli

CARNIVOROUS

regia Issam Bou Khaled
in collaborazione con Sarmad Louis
con Bernadette Houdeib, Said Serhan & Issam Bou Khaled
testo Issam Bou Khaled e Said Serhan
disegno luci Sarmad Louis
scenografie Hussein Baydoun
costumi Zeina Saab Demelero

produzione Sawsan Chawraba

prima nazionale

Attore, drammaturgo, regista libanese, Issam Bou Khaled fa teatro per raccontare "tutto ciò che gli sta a cuore". Per lui infatti uno spettacolo è uno strumento politico attraverso cui potersi esprimere liberamente.
Nel suo nuovo lavoro, che arriva a Napoli dopo una fortunata tournée europea, una coppia conduce una noiosa e monotona vita in città. I giorni, tutti identici, sembrano un' unica infinta giornata: gli stessi dialoghi ripetuti come una cantilena, i bambini a cui badare, un nuovo attentato sucida non diverso dai precedenti, seguito dalla diffusione della notizia sui social media. Tutto come sempre. Eccetto che per una piccola informazione, abbastanza grande però da far esplodere la relazione della coppia tanto da condurre i due verso la scoperta di un nuovo significato della felicità eterna. Carnivorous non può essere raccontato, ma deve essere vissuto abbandonandosi alle sue intrinseche sensazioni di terrore. Lo spettacolo immerge il pubblico nell'assurdità di una realtà che ci colpisce ogni giorno, fino al fenomeno delle continue esplosioni suicide nella società.

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Dal 26 al 29 giugno - (Posto Unico) Palazzo Fondi di Napoli

RENEIXER

di Teatro de los Sentidos
regia Enrique Vargas
drammaturgia Enrique Vargas & Teatro de los Sentidos
coordinamento artistico Gabriella Salvaterra
direzione tecnica Gabriel Hernandez
luci Pancho Garcia
paesaggio sonoro Stephane Laidet
musiche Pancho Garcia
costumi Patrizia Menichelli
paesaggio olfattivo Giovanna Pezzullo
scene e installazioni Gabriella Salvaterra
organizzazione Claudio Ponzana
abitanti Pancho Garcia, Gabriel Hernandez, Arianna Marano, Patrizia Menichelli, Giovanna Pezzullo, Gabriella Salvaterra, Daniela Cossu, Joan Gerard Torredeflot

Il Teatro de los Sentidos - noto al pubblico di Napoli per aver partecipato più volte con grande successo al NTFI - ha iniziato la propria ricerca intorno al mondo simbolico del vino nel 1998 producendo diversi lavori tra cui Reneixer (Rinascere) del 2014. Ma perché il vino? La ricerca sul mondo del vino - si legge nella scheda artistica - ci ha permesso di utilizzare tutti gli strumenti del linguaggio artistico che abbiamo creato in questi 25 anni, il linguaggio sensoriale. Toccare, annusare, gustare, vedere, udire, tutto mescolato nell?esperienza sinestesica che solo qualcosa di così potente e misterioso come il vino può permettere.

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Dal 28 al 30 giugno - (Posto Numerato) Teatro Politeama di Napoli

KANATA - ÉPISODE I - LA CONTROVERSE

con gli attori del Théâtre du Soleil Shaghayegh Beheshti, Vincent Mangado, Sylvain Jailloux, Omid Rawendah, Ghulam Reza Rajabi, Taher Baig, Aref Bahunar, Martial Jacques, Seear Kohi, Shafiq Kohi, Duccio Bellugi-Vannuccini, Sayed Ahmad Hashimi, Frédérique Voruz, Andrea Marchant, Astrid Grant o Judit Jancso, Jean-Sébastien Merle, Ana Dosse, Miguel Nogueira, Saboor Dilawar, Alice Milléquant, Agustin Letelier, Samir Abdul Jabbar Saed, Arman Saribekyan, Ya-Hui Liang, Nirupama Nityanandan, Camille Grandville, Aline Borsari o Marie-Jasmine Cocito, Man Waï Fok, Dominique Jambert, Sébastien Brottet-Michel o Maixence Bauduin, Eve Doe Bruce, Maurice Durozier
regia Robert Lepage
drammaturgia Michel Nadeau
direzione artistica Steve Blanchet
scenografia e accessori Ariane Sauvé, con Benjamin Bottinelli, David Buizard, Martin Claude, Pascal Gallepe, Kaveh Kishipour, Etienne Lemasson, con l?aiuto di Naweed Kohi, Thomas Verhaag, Clément Vernerey, Roland Zimmermann
pitture e patine Elena Antsiferova, Xevi Ribas, con l?aiuto di Sylvie Le Vessier, Lola Seiler, Mylène Meignier
luci Lucie Bazzo, con Geoffroy Adragna, Lila Meynard
musica Ludovic Bonnier
suono Yann Lemêtre, Thérèse Spirli
immagini e proiezioni Pedro Pires, con Etienne Frayssinet, Antoine J. Chami, Thomas Lampis, Vincent Sanjivy
sottotitoli Suzana Thomaz
traduzione Lucia Leonardi e Duccio Bellugi-Vannuccini
costumi Marie-Hélène Bouvet, Nathalie Thomas, Annie Tran
acconciature e parrucche Jean-Sébastien Merle
suggeritore e professore di dizione Françoise Berge
assistente alla regia Lucile Cocito
produzione Théâtre du Soleil e le Festival d?Automne à Paris
in coproduzione con Fondazione Campania dei Festival (Napoli Teatro Festival Italia)

È la prima volta, in cinquantaquattro anni di storia, che Ariane Mnouchkine affida la compagnia del The?a?tre du Soleil a un regista esterno, Robert Lepage, artista canadese più volte apprezzato al NTFI. La pièce immaginata dal regista unisce frammenti di una vasta epopea che ripercorre duecento anni della storia del suo paese - "kanata" è la parola irochese che significa "villaggio, paese" e che ha dato origine al termine Canada - e sancisce l?incontro, attraverso gli attori, tra due registi convinti che l?artista può essere testimone del proprio tempo.
"È stato l?incontro con Ariane - racconta Robert Lepage - che mi ha spinto ad approfondire il tema delle presenze di indigeni in Canada. L' idea è nata naturalmente perché è vero che da diverso tempo avevo voglia di trattare questo argomento, ma ero in attesa dell' occasione giusta. Si tratta di un tema che nasconde tantissimi preconcetti - e non parlo solo dello sguardo francese sulla cosa, ma più in generale europeo: esiste una sorta di illusione secondo cui dato che noi canadesi viviamo accanto alle comunità indigene dobbiamo per forza conoscere intimamente la loro storia e i loro problemi attuali. Ma non è affatto così! L?intenzione è stata quella di unire le nostre due compagnie e di realizzare questo spettacolo ...
Nel luglio 2018, a pochi giorni dalla prima di Kanata, le prove dello spettacolo vengono interrotte a causa della protesta di intellettuali autoctoni, che accusano il regista di non aver coinvolto in scena artisti della comunità indigena . Lo spettacolo, recitato dagli attori del The?a?tre du Soleil diretto da Ariane Mnouchkin - perfomer provenienti da ogni angolo della terra che si sono avvicinati agli indigeni attingendo alle loro esperienze di vita ha finalmente debuttato nel dicembre 2018 al Cartoucherie. Il titolo aggiornato contempla la polemica intorno alla produzione: un commento meta-teatrale da parte di Lepage sul ruolo degli artsiti nella società contemporanea.

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Mercoledì 3 luglio - (Posto Numerato) Teatro Politeama di Napoli

CONTES IMMORAUX PARTE 1: MAISON MÈRE

scrittura e drammaturgia Phia Menard e Jean-Luc Beaujault
scenografia Phia Menard
interpretazione Phia Menard
composizione sonora e suono Ivan Roussel
direttore di scena Pierre Blanchet e Rodolphe Thibaud
costumi e accessori Fabrice Ilia Leroy
fotografie Jean-Luc Beaujault
codirezioneamministrazione e distribuzioneClaire Massonnet
direttore generale Olivier Gicquiaud
responsabile produzione Clarisse Merot
responsabile comunicazione Adrien Poulard
addetto alla distribuzione Ana.s Robert
produzione Compagnie Non Nova
in coproduzione con documenta 14 - Kassel et Le Carré, Scène nationale et Centre d'Art contemporain de Château-Gontier.

Spettacolo programmato in collaborazione con La Francia in Scena. La Francia in Scena, stagione artistica dell' Institut français Italia, è realizzata su iniziativa dell'Ambasciata di Francia in Italia, con il sostegno dell?Institut français e della Fondazione Nuovi Mecenati.

prima nazionale

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Martedì 9 e Mercoledì 10 luglio - (Posto Numerato? Teatro Trianon di Napoli

LES ITALIENS

un progetto di Massimo Furlan
drammaturgia Claire de Ribaupierre
con Miro Caltagirone, Giuseppe Capuzzi, Alexia Casciaro, Nadine Fuchs, Vincenzo Di Marco, Silvano Nicoletti, Francesco Panese, Luigi Raimondi
luci Antoine Friderici
suono Aurélien Godderis-Chouzenoux
trucco e parrucche Julie Monot
costumi Anna van Bree
ideazione voli Jean-Claude Blaser ? Scène Concept
direzione tecnica e video Jérôme Vernez
direzione di scena Benjamin Surville
assistente Floriane Mésenge
amministrazione e produzione Claudine Geneletti
responsabile distribuzione Jérôme Pique
produzione Théâtre de Vidy
con il sostegno di Pro Helvetia ? Fondation Suisse pour la Culture, Loterie Romande, Fondation Ernst Goehner, Fondation Leenaards, Fondation du Casino Barrière

Questo progetto nasce dalla performance Blue Tired Heroes presentata nell'ambito di Slow Life al Théâtre Vidy Lausanne nel giugno 2016. In quel progetto la compagnia ha lavorato con otto pensionati italiani che ogni giorno si ritrovavano nel foyer o sulla terrazza del teatro per giocare a carte. La performance sperimentava il processo di incarnazione dell'eroica figura di Superman attraverso un costume estremamente semplice: pigiama blu, slip e calze rosse. Gli interpreti - più o meno sulla settantina - avevano in effetti l'età reale del personaggio di Superman. Lo scopo del lavoro era quello di mostrare dei corpi ordinari in posture e composizioni stra-ordinarie, esplorando i limiti tra "super-visibilità" e "invisibilità". A partire da quel momento, la compagnia ha mantenuto i contatti con questo gruppo e ha deciso, con alcuni di loro, di continuare l'avventura in scena.
Il progetto Les Italiens ha debuttato nell?autunno 2017: «Abbiamo lavorato con tre giocatori di carte - si legge nella scheda dello spettacolo -nati negli anni '40, Giuseppe Capuzzi, Silvano Nicoletti, Luigi Raimondi; tre figli di immigrati, nati tra gli anni '60 e '70, Francesco Panese, Vincenzo di Marco, Miro Caltagirone, e due ballerine Alexia Casciaro e Nadine Fuchs. Con ciascuno di loro abbiamo realizzato delle interviste individuali e abbiamo raccolto dei racconti, dei ricordi personali o collettivi, i loro punti di vista sul mondo, degli aneddoti familiari».
Negli anni '50 e '60, molti italiani hanno dovuto lasciare il proprio paese per emigrare negli Stati Uniti, in Germania, in Francia, in Svizzera per trovare lavoro. Gli immigrati provenivano da tutte le regioni d'Italia, molti dalla Sicilia, dalla Sardegna, dalla Puglia, ma anche dal centro e dal nord del paese. Le loro origini, il contesto sociale ed economico di provenienza, le loro tradizioni, i loro costumi, le lingue e la loro cucina erano diversi. Eppure, quando arrivavano in Svizzera, erano semplicemente "gli Italiani".

Dal 08/06/2019 al 10/07/2019
Varie Location | NAPOLI (Napoli)

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